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Il TERMINE bergamatto, a differenza di molti altri nomi di piante, ha origine dalla lingua turca. Nello specifico il composto dei lemmi deriva da beg armudi che letteralmente ha il significato di “pero del signore” in quanto la sua peculiare forma ricorda quella della pera bergamotta.

L’ORIGINE è tutt’ora motivo di discussione tra i botanici divisi tra chi lo classifica come pianta e frutto a sé stante e chi lo classifica come una sottospecie dell’arancio.
Tra le diverse informazioni, è certo che si tratti di un agrume Citrus che è poi lo stesso genere di arance, limoni, mandarini, pompelmi e clementine.

Il LUOGO DI DERIVAZIONE è anche controverso tant’è che alcuni fanno derivare dall’Asia, specificatamente dalla Cina; altre leggende narrano che sia stato importato da Cristoforo Colombo dalle isole Canarie; altri racconti lo dichiarano di provenienza greca e infine c’è chi lo vuole della città di Berga in Spagna (che dal nome non sarebbe da escludere).


Ma è una pianta o un albero? Un agrume o una spezia?  

Si tratta sicuramente di un albero, ma viene utilizzato in diversi modi. Di altezza tra i tre e quattro metri, ha le foglie simili a quelle dell’arancio e come queste, non cadono in nessuna stagione ma ricambiano terminata la primavera. Così anche i fiori che, bianchi e profumati, appaiono in marzo.

La parte principale è il frutto, di colore giallo chiaro e dalla buccia sottile, è schiacciato ai poli ed è poco più grande un’arancia e poco meno di un pompelmo.

 

Proprietà:

Il frutto del bergamotto ha un contenuto simile a quello degli altri agrumi:

bergamotto

Ramo e frutto di bergamotto

  • vitamina A,
  • vitamina C,
  • alcune vitamine del gruppo B,
  • flavonoidi,
  • polifenoidi.

Utilizziamo dell’albero:

  • frutto, 
  • polpa,
  • succo,
  • olio essenziale.

Utile per:

  • ridurre il colesterolo, 
  • favorire la circolazione,
  • ridurre l’assorbimento dei grassi,
  • disinfettare il sistema gastrointestinale.

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