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Giovedì scorso nella rubrica il dott. Fabrizio Malipiero consiglia abbiamo parlato del termine alcalino partendo dal funzionamento dell’equilibrio acido-base e del perché è importante, nell’articolo di oggi parleremo dell’alimentazione alcalina.

alcalina

Iniziamo con una premessa: nessuno studio rigoroso ha mai dimostrato che le diete alcaline abbiano alcun effetto di cura di alcune malattie a causa del pH.

In letteratura l’alimentazione alcalina è un modello alimentare ideato dallo statunitense Robert Young che avrebbe la funzione di limitare la produzione di acidi e favorire quella delle basi, in modo da impedire l’acidificazione del sangue.
Tuttavia secondo la sua teoria tutte le terapie convenzionali sono completamente inefficaci e l’unica soluzione per ridurre il rischio di sviluppo di molte malattie sarebbe eliminare la causa scatenante rappresentata dagli alti livelli di acidi nel sangue.
Noi ci teniamo nuovamente a sottolineare che le teorie secondo le quali la dieta alcalina da sola abbia certe garanzie sono del tutto infondate.

Possiamo scientificamente affermare che ridurre l’apporto di alcuni alimenti acidificanti attraverso un sano equilibrio come carne e fritti e favorire il consumo di frutta e verdura è la prima scelta intelligente che possiamo fare.

Attraverso la nostra alimentazione infatti dobbiamo cercare di assumere in modo del tutto naturale elementi che possono aiutarci ad aumentare l’alcalinità e dunque la basicità.
Per ridurre il grado di acidità e il livello di tossine del nostro corpo è necessario assumere un equilibrato stile di vita attraverso i tre principi spiegati nello scorso articolo:

1) LIQUIDI e 2) ATTIVITA’ FISICA approfondiamo, il terzo punto:
3) ALIMENTAZIONE: prevede il consumo di alimenti ricchi di vitamine, antiossidanti, sali minerali, fibre, acqua di vegetazione, nello specifico:

  • VITAMINA A (olio di fegato di pesce, salmone, sgombro, alici, uova, latte)
  • BETA-CAROTENE (spinaci, cavoli, verdure verde scuro, carote, arance, pompelmo, papaia, melone, patate dolci)
  • VITAMINA E (olio di mais, olio di girasole, semi vegetali, olio di germe di grano, nocciole, arachidi, pinoli)
  • VITAMINA C (agrumi, kiwi, fragole, ribes, pomodori, peperoni)
  • BIOTINA o VITAMINA B8 (lievito di birra, riso non brillato, cereali integrali, tuorlo d’uovo, soia, lenticchie, funghi)
  • ZINCO e SELENIO (noci, arachidi, carne d’agnello e di cavallo, molluschi, frutti di mare, parmigiano)
  • MANGANESE (avocado, castagne, chiodi di garofano, avena, orzo)
  • FERRO (carne, pesce, ortica, spinaci, carciofi, albicocche secche)

Tuttavia dobbiamo specificare che molti alimenti, pur essendo acidificanti – proteine animali (carne, maiale, agnello, manzo, pollame, latticini e uova) e i prodotti a base di farinacei, cibi raffinati e dolci – sono indispensabili e non devono essere assolutamente eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine. Semmai il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti.

Infine non dimentichiamo di introdurre nella nostra dieta:
  • ACQUA: acqua potabile e minerale, brodi vegetali, tè verde da preferire al tè nero, tisane, infusi, centrifugati di frutta, passati e creme di verdura, spremute. Diminuire al massimo l’assunzione di caffeina è la miglior scelta che possiamo fare per il nostro stomaco, soprattutto quando siamo a stomaco vuoto. Potremmo sostituire il caffè normale con quello d’orzo.
  • SPEZIE: zenzero, curcuma, curry, zafferano, prezzemolo, chiodi di garofano, rosmarino e basilico, menta, timo, cannella, peperoncino.

Per qualsiasi dubbio potete scriverci attraverso un’e-mail o la nostra pagina Facebook e per dubbi specifici rivolti a disturbi vi consigliamo di consultare il vostro medico.

Doris Pesce

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