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Nella rubrica istruzioni docFaber oggi diamo spazio alla prima lezione di terminologia, spiegando cos’è il BMI. Il BMI (da Body Mass Index) è l’Indice di Massa Corporea e rappresenta un parametro molto importante utilizzato per ottenere una valutazione del nostro peso corporeo.
Questo indice infatti (attraverso il rapporto tra il peso e l’altezza elevata al quadrato) ci colloca in una fascia ben precisa: normopeso, sottopeso, sovrappeso, obesità di primo, di secondo o di terzo grado. Tra le principali patologie legate al sovrappeso, troviamo le malattie cardiovascolari, il diabete, l’ipertensione, l’osteoartrosi ed alcune neoplasie. I soggetti classificati come sottopeso sono invece maggiormente a rischio d’osteoporosi, fratture e aritmie. Quindi sapere quanto pesiamo e se il nostro peso sia troppo alto o troppo basso è necessario per valutare il nostro stato di salute e il rischio di incorrere in una delle patologie elencate.

Bisogna comunque fare delle attenzioni, innanzitutto questa classificazione con il BMI non tiene conto della taglia ossea e non differenzia le variazioni di peso se dovute a tessuto adiposo o a tessuto muscolare. Infatti  le persone particolarmente allenate o con una massa muscolare importante potrebbero presentare un BMI leggermente superiore o inferiore alla media, senza per questo essere in sovrappeso o sottopeso, questo perché i muscoli dell’atleta pesano più del tessuto adiposo. Inoltre ha un importante significato solo per gli adulti, molta differenza vi è per quanto riguarda i bambini.

Rimane comunque un sistema molto pratico e molto utilizzato anche in campo medico da nutrizionisti, dietologi ed esperti del settore per ottenere una prima valutazione generale dei pazienti.
Andnao più nello specifico, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità utilizzando i valori del BMI i livelli di peso possono essere suddivisi in quattro categorie:

tabella BMI

I valori di riferimento sono stati calcolati considerando come normopeso la fascia di popolazione risultata a minor rischio di sviluppo di malattie, per cui il peso corporeo alterato sia stato riconosciuto come fattore di rischio. Facendo riferimento allo schema riportato in tabella si può stabilire in quale categoria si colloca ognuno di noi. Se si riscontra un’obesità di primo, secondo o terzo grado, é da prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di un consulto medico dietologico.

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